I rimedi omeopatici sono sperimentati da oramai più di 200 anni. Per individuare correttamente il campo di applicazione dei rimedi omeopatici è indispensabile che vi siano 2 fasi di sperimentazione

Fase I:
In questa fase, le sostanze sono sperimentate sul soggetto sano. Prima di essere sperimentate le sostanze che si ipotizza possano avere un effetto curativo sono trasformate attraverso un metodo di preparazione caratteristico che ne elimina la tossicità e riduce la concentrazione della sostanza all'ultramolecolare (vedi poi).
Dalla sperimentazione sul sano si ottengono serie (quadri) di sintomi transitori (la sperimentazione sul sano non provoca danni, anzi rinforza l'organismo) che vengono raccolti in documenti chiamati "Materie Mediche".
Fase II:
In questa fase si produce l'evidenza che i quadri di sintomi rivelati dalla sperimentazione pura, quando simili al quadro del malato, vengano migliorati, curati o guariti.
Tali evidenze possono provenire da più fonti:
a) su casi clinici singoli;
b) su gruppi di casi clinici;
c) mediante ricerche retrospettive;
d) mediante ricerche prospettiche;
Tradizionalmente le conferme cliniche dei sintomi della sperimentazione pura sono raccolte nelle materie mediche e nei repertori indicando con segni grafici specifici il numero di conferme cliniche di un determinato sintomo.
Ad oggi sono queste le uniche 2 fasi che possono, con certezza dare una risposta circa l'efficacia del medicinale sul malato in modo "omeopatico";
È di tutta evidenza che poiché il campo di applicazione del medicinale omeopatico si riferisce all'insieme dei sintomi che questo stesso ha mostrato in individui sani, la ricerca dell'evidenza clinica difficilmente potrà essere basata in modo esclusivo sull'efficacia del medicinale sulla malattia, perlomeno come essa viene oggi codificata.
Pertanto per una determinata malattia diagnosticata potranno, a seconda dei sintomi del paziente, essere somministrati medicinali diversi. Per tale ragione anche è improprio definire il medicinale omeopatico alla stregua di un "farmaco", non essendo esso diretto verso una patologia, ma verso l'insieme dei sintomi della persona. Pertanto il medicinale omeopatico è un "non-farmaco"
Alcuni test clinici (RCT) o studi prospettici sono stati realizzati per verificare l'effetto delle cure omeopatiche su determinati stati o patologie, ad esempio sulle cefalee, sull'asma etc. Questi saggi clinici hanno avuto per scopo quello di mostrare che la Medicina Omeopatica poteva essere efficace su alcune definite patologie, ed hanno un senso solo nel quadro delle richieste di medicina pubblica per verificare la sostenibilità, la sicurezza e l'efficacia della medicina omeopatica. Sul piano strettamente clinico e sperimentale questi trials non hanno alcun significato euristico.

